Giro di vite per i razzisti in Serie A: la decisione della Lega

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Si è tenuta ieri l’Assemblea della Lega di Serie A presso l’International Broadcast Centre di Lissone con i presidenti dei club che hanno discusso di alcuni temi caldi che sono stati la centro della cronaca nelle prime sette giornate del massimo campionato calcistico italiano.

Nell’ordine del giorno, oltre alla questione legata ai diritti televisivi e ai problemi legati al servizio offerto dalla piattaforma streaming DAZN, l’Assemblea ha affrontato per la prima volta la questione razzismo che già da inizio campionato ha fatto segnare numerosi episodi di discriminazione nei confronti dei giocatori neri che militano in Serie A, ultimo tra tutto quanto accaduto al difensore del Napoli Koulibaly allo stadio Franchi contro la Fiorentina.

Al riguardo sono state stilate delle linee guida nuove rispetto al passato, che verranno adottate a partire dal 13 ottobre, data in cui si riunirà la Commissione CSR. Le nuove misure, accolte positivamente da tutti i club, prevedono il divieto di ingresso in ogni stadio d’Italia per chi si è reso protagonista di comportamenti razzisti come cori o ululati, che non di rado, emergono durante le partite, come rivelato dalla nota rilasciata dalla Lega Calcio.

Un cambiamento rispetto alle regole vigenti che indicavano il divieto per i tifosi identificati come colpevoli di tali atteggiamenti di accedere all’impianto nel quale si era verificato l’episodio da condannare, come accaduto durante Juventus-Milan allo Stadium nei confronti del portiere rossonero Maignan.

Del resto il problema del razzismo è un qualcosa che nel calcio italiano esiste da molto tempo e che, malgrado le iniziative, le condanne e l’allontanamento dei tifosi, non è mai stato estirpato del tutto. Al riguardo, emblematiche le parole del portiere dell’Ajax Onana, destinato all’inter, che dichiarò di non essersi accasato in Italia in un club (non menzionato) per non scatenare la rabbia dei tifosi dovuta al colore della sua pelle.

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